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Sanità, a Rovigo la prima TAC a gettoni. Funziona senza personale. Marcolongo: "Presto anche l'ecografia e l'elettrocardiogramma a monetine"

Al Santa Maria della Misericordia una nuova generazione di macchine diagnostiche, pensate per il fai da te. Si avviano con le normali monetine. I pazienti faranno tutto da sè, senza impegnare il personale medico.
ROVIGO - Il futuro della Sanità è nel fai da te. Dopo le casse automatiche, all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo arriva la prima Tac fai da te. Funziona con le normali monetine da 10, 20 e 50 centesimi, ma in futuro accetterà anche banconote, bancomat e carte di credito. Il nuovo macchinario, che consente agli utenti di fare le visite senza ricorrere al personale medico, è stato presentato dal direttore generale Adriano Marcolongo.
"Molti lamentano i continui tagli al personale, ma il mio dovere è di individuare soluzioni razionali per garantire i servizi e allo stesso tempo far quadrare i bilanci - spiega il numero uno dell'Ulss 18 -. Questa nuova generazione di macchine diagnostiche consentirà al cittadino di effettuare tutte le analisi necessarie senza gravare sul personale medico e paramedico". Il nuovo macchinario consente non solo di effettuare le visite in tempi più rapidi, senza lunghe attese, ma anche di pagare il ticket per la prestazione al momento in cui la si effettua.
Per i primi mesi di sperimentazione, personale dell'azienda sanitaria sarà a disposizione degli utenti, con particolare riguardo per le persone anziane, per insegnare ad utilizzare i nuovi strumenti. Dal 2013, i servizi automatizzati entreranno a regime. "Ormai la gente è abituata all'automazione e ai suoi benefici pratici, si pensi alle casse del supermercato o ai caselli autostradali - prosegue Marcolongo - Presto installeremo strumenti a gettoni anche per le radiografie, l'ecografia e l'elettrocardiogramma, ma nel prossimo futuro sarà possibile automatizzare anche alcune semplici operazioni chirurgiche. La vera rivoluzione, però, sarà istituire l'automazione completa nei reparti degenze".
Immancabile l'intervento dell'assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco, che esprime forti perplessità sul progetto e denuncia: "Mi segnalano che all'ospedale di Trecenta non sono state installate le macchine cambiasoldi. Molti pazienti, di conseguenza, arrivano con banconote da cinque, dieci o addirittura cinquanta euro e devono recarsi al bar per farseli cambiare in tagli più piccoli, creando numerosi disagi. E per di più, mi dicono i bene informati, la Tac a gettoni spesso non dà il resto. E' intollerabile. Forse Marcolongo pensa di ripianare il passivo di bilancio facendo la cresta sulle monetine dei pazienti?".

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