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Abolizione della Provincia, scene di narcolessia in consiglio provinciale

Il tema dell'abolizione della Provincia non sembra interessare granchè ai polesani, perfino a quelli che lavorano per l'Amministrazione Provinciale e che forse non vedono l'ora di cambiare vita, dopo anni di intenso lavoro.
Non c'erano manco loro al Consiglio provinciale allargato di ieri, che - come testimonia un brioso articolo di Rovigo Oggi - in realtà non s'è cagato nessuno. Strano, dato che il ricco reportage fotografico del quotidiano on line testimonia un intenso e animato dibattito, nonostante la scarsa partecipazione. Vi proponiamo gli scatti migliori (gli originali sono qui), ennesima testimonianza del carattere vivace e combattivo dei polesani e della loro classe dirigente.

Nel clou del confronto politico. Gli interventi via via più appassionati non scatenano l'entusiasmo del pubblico. Il consigliere regionale Cristiano Corazzari non riesce a trattenere una smorfia di raccapriccio. Matteo Masin è tra i primi a cedere all'abbiocco. Azzalin finge di seguire, in realtà sta facendo il sudoku.
Le espressioni dei sindaci restituiscono il clima arroventato del dibattito. Qualcuno cerca conforto tra le braccia di Morfeo, mentre il sindaco di Guarda Veneta, per non addormentarsi, indulge in atti di autolesionismo ai danni delle pellicine.
 Interviene la presidente della Provincia. Al suo fianco, l'assessore Laura Negri è in stato catatonico.
Piva, allo stremo, inizia a manifestare sintomi di disagio, aggiustandosi il colletto della camicia. La negri si è definitivamente abbandonata al sonno.

Parla l'onorevole Bellotti. L'assessore Bellan inizia a dare segni di cedimento. La Negri si tiene sveglia compilando la lista della spesa. Il sindaco, Bruno Piva, ancora tiene botta...
La narcolessia si impadronisce anche del primo cittadino del capoluogo, che si abbandona a una serena pennichella. La Munerato, invece, è sveglia, anche se a guardarla non sembra. Il futuro del Polesine è come sempre in ottime mani.

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