Passa ai contenuti principali

Piano dell'opposizione e dei commercianti per fare fuori Zangirolami. Documento anonimo denuncia il "caso Litvinenko" polesano

Allarme per le condizioni di salute dell'assessore, costretto dalle esigenze istituzionali a presenziare a decine di feste, porchettate, sfilate e notti bianche. Spunta l'ipotesi di un complotto per schiantarlo fisicamente.
Nelle immagini, Zangirolami ai tempi dell'opposizione, appena eletto e alcuni giorni fa.
ROVIGO - L'ombra di un complotto degno della Russia di Putin si allunga in queste settimane su Palazzo Nodari. A rivelarne i sordidi dettagli è un documento anonimo, pubblicato da un quotidiano di Rovigo, che punta il dito su esponenti del centrosinistra, coalizzati con alcuni commercianti. Obiettivo: eliminare fisicamente l'assessore comunale Matteo Zangirolami! Inevitabile la smentita del diretto interessato, nonchè di tutte le persone che verranno citate in questo articolo (*).
Il documento riporta le preoccupazioni di amici e conoscenti per le condizioni fisiche dell'assessore al Commercio, da mesi impegnato in durissimo tour de force tra Notti Bianche, feste paesane, concerti con annesse porchettate, braciolate, giri di birre e parate di giovani gnocche. Un tenore di vita solo apparentemente da viveur, in realtà imposto dall'impegno istituzionale assunto appena un anno e mezzo fa, che sta letteralmente annientando il povero esponente del Pdl, come dimostra la sequenza fotografica sopra riportata. L'ex militante nazionalalleato appare sempre più provato agli occhi dei parenti più cari, che temono per la sua salute fisica.
Ma il disfacimento fisico dell'assessore è frutto di un piano ordito con mefistofelica precisione da alcuni esponenti del centrosinistra, in combutta con un manipolo di commercianti infiltrati alle riunioni. Sono stati questi ultimi a incitare senza tregua Zangirolami, chiedendo continuamente nuovi eventi per animare la città, trasformata in questi mesi in un carnevale continuo. Eventi a cui il delegato al commercio, ligio al proprio ruolo istituzionale, non si è mai sottratto, organizzando, coordinando e infine partecipando, addentando porchette, costignole, salsicce, piadine e altri alimenti scarsamente salutari, condividendo birre, spriz e cocktail. Un vero e proprio attentato fisico paragonabile al caso Litvinenko. Al posto del polonio radioattivo, trigliceridi e alcolici, che stanno sparando alle stelle il colesterolo del malcapitato e spappolandone gradualmente il fegato.
"Se continua così - afferma il misterioso "corvo" nel documento anonimo - nell'arco di un anno sarà ridotto fisicamente come mio nonno in carriola. A quel punto, si renderà necessario sostituire l'assessore invalido e si apriranno le porte, guarda caso, a soggetti vicini all'opposizione".
Vani i tentativi di convincere Zangirolami a fermarsi: "Ho preso in mano una necropoli e l'ho trasformata in Rio De Janeiro - replica al nostro corrispondente, intervistato a margine del concerto dei Rumatera - So bene che l'alcol è un nemico, ma chi fugge di fronte al nemico è un vigliacco". E aggiunge, addentando una porchetta: "Mi sono preso le pacche di quelli dei centri sociali, saprò resistere anche a questa dura prova fisica". Sconvolto il sindaco di Rovigo, Bruno Piva: "La sinistra bolscevica non trascura alcun mezzo pur di sconfiggere i propri avversari. Sono davvero disgustato e auguro a Matteo di riprendersi quanto prima: stiamo organizzando il primo Concorso di bondole da taglio a San Pio X e spero di averlo al mio fianco in giuria".

(*) Se credi di essere una persona intelligentissima, leggi questa nota: attenzione, il pezzo riportato è inventato di sana pianta. Nessuno sta tentando di avvelenare Zangirolami e i suoi eventuali eccessi nell'uso di alcolici o carni suine sono frutto di avvistamenti estemporanei, ma non provati empiricamente, e in fondo se uno si vuole procurare una cirrosi sono cazzi suoi. 
L'intento di questo articolo è umoristico. Se non ti fa ridere, capita. In ogni caso, tutte le persone citate non hanno nulla a che vedere con i fatti riportati, sempre che questi fatti non si avverino per puro caso in futuro. In tal caso, abbandoneremo questo blog per aprire una linea telefonica di cartomanzia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Federalismo residenziale

"La Lega è al potere da quindici anni e non ha fatto niente. Allora io ho proclamato il federalismo residenziale: padrone a casa mia e vediamo cosa dicono". E' la nuova frontiera del federalismo, quella lanciata da Marco Sassoni e dalla sua famiglia (nella foto), che un mese fa si sono proclamati indipendenti dallo stato italiano, per protesta contro il flop politico della Lega Nord. "Mi iscrissi al partito di Bossi dieci anni fa, convinto che potesse rappresentare una fonte di cambiamento - rammenta Sassoni - Noi siamo una famiglia solida: io sono un libero professionista, faccio il rappresentante di prodotti tessili. Mia moglie Rutvalda è l'angelo del focolare, che si prende cura della casa e dei nostri bei figli, Edgardo e Umberto, cresciuti all'insegna dei valori cristiani, primi in tutte le materie a scuola, educati e rispettosi dei genitori".

Storia di Rovigo in bustine, puntata 5

Le numerose attestazioni di stima e apprezzamento pervenute nella buca delle lettere di Ivana Fracchia ci esortano nel continuare a somministrarvi questa rubrica domenicale sulla storia di Rovigo, lontana dagli esercizi esegetici più in voga, ma allo stesso tempo curata e rigorosa nel raccontarci storie e fatti che, invero, destano stupore e maraviglia. Oggi parliamo di una delle piazze più importanti del centro storico. I misteri di piazza Garibaldi Nel tredicesimo secolo le dodici piazze di Rovigo erano chiamate con i nomi dei segni zodiacali. In quella che allora era nota come piazza dell'Ariete, si tenevano i riti per l'equinozio di primavera, durante i quali i cittadini di Rovigo lanciavano in aria le tradizionali zucche ornamentali di Codigoro ed erano frequenti i tafferugli con le milizie cittadine.

Graziano, vogliamo la moviola!

(Foto elaborata su un'idea di Vanni Destro) Graziano Azzalin: anni fa era convintamente contrario al carbone a Porto Tolle, quando ancora andava di moda esserlo, ma prima o poi tutti cambiano idea. Il problema è farlo alla giusta velocità. In campagna elettorale Azzalin dichiarava, sulla stess scialba lunghezza d'onda del suo partito: "Eh, ormai la centrale a carbone l'hanno fatta, tanto vale cercare di guadagnarci qualcosa". La centrale non era stata ancora fatta, a dire il vero, e comunque il centrosinistra non si era particolarmente sbattuto per fermare l'iter, anzi. Non è che è vietato cambiare idea, per carità, ma può essere un casino quando uno cambia posizione su un argomento a una velocità tale da rischiare come minimo uno stiramento muscolare.