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Lettera anonima scatena il panico nelle redazioni dei giornali rodigini. "Conteneva una notizia. Avrebbe potuto essere vera!"

La denuncia di un misterioso imprenditore su possibili mazzette in cambio di appalti semina il terrore tra i direttori delle principali testate di Rovigo. "Non sapevamo come comportarci, siamo fuggiti dalle scale antincendio".
ROVIGO - S'è sfiorata la tragedia, l'altro giorno, quando una busta senza mittente ha gettato nel panico le redazioni dei quattro principali quotidiani rodigini e provocato il fuggi fuggi di cronisti, redattori e direttori, rientrati alle rispettive postazioni solo dopo alcune ore.
"Inizialmente abbiamo pensato ad un pacco bomba - testimonia il commissario Basettoni, che sta conducendo le indagini su quanto accaduto - ma successive testimonianze hanno chiarito il quadro". La busta, recapitata al Gazzettino, alla Voce, al Carlino e a Rovigo Oggi, non conteneva sostanze esplosive, ma materiale assai più pericoloso: una notizia. "E' stata inviata ai direttori, con il chiaro tentativo di colpire in alto", aggiunge Basettoni. L'apertura dei plichi ha scatenato il terrore, con l'intero staff delle redazioni in lotta per abbandonare quanto prima l'edificio.
"Sul momento sono rimasto paralizzato - ci dice uno dei direttori di testata, che preferisce rimanere anonimo - Non sapevo come comportarmi". La busta conteneva infatti la denuncia di un imprenditore, con nomi e cognomi, date e conversazioni, in merito a una presunta richiesta di mazzette in cambio di un appalto. Una notizia, insomma, che una volta verificata avrebbe potuto rivelarsi falsa o, peggio ancora, vera, costringendo i giornali addirittura a riportarla.
"Ti insegnano che in questi casi devi mantenere la calma, ma quando ti capita davvero, è tutt'altra cosa. Ho abbandonato il mio ufficio, lasciando la busta sul tavolo. Quando sono tornato, era ancora lì". Analoghe le reazioni degli altri direttori, che nell'abbandonare i rispettivi edifici hanno scatenato ondate di panico in redazione. Alcuni giornalisti si sono calpestati a vicenda nella fuga, riportando lesioni guaribili in quindici giorni. Solo in tarda serata i quotidiani sono riusciti a ritornare alla piena operatività, dopo aver disinnescato il letale ordigno giornalistico, dal potenziale informativo devastante. Ora è caccia al misterioso informatore, ricercato per procurato panico.

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