Passa ai contenuti principali

La ritina di Steller

L'afa estiva e lo scarso interesse del mondo verso questo blog ci spingono a riempire lo spazio odierno con roba rubata ad altri e pure di vecchia data, ma sempre interessante per chi se la volesse rileggere o la scoprisse per la prima volta. Oggi riproponiamo a mo' di polpettone questo scritto del compianto Monello Vianello, recentemente scomparso, scritto un paio di anni fa per un convegno all'Università di Cristiania dal titolo "Prospettive per una sinistra socialista. La parabola della ritina di Steller". 
La lezione, spiega l'autore nelle note, si tenne in judezmo, come da regolamento, e nella traduzione del testo Monello Vianello sostenne di essere stato assistito dal dottor Celestino Pardo Tamburin, filologo ebreo di Malaga, perseguitato in quanto marrano da Torqemada e salvato da Don Isaac Abravanel, che grazie ai poteri della Cabala lo aveva spedito avanti nel tempo di cinque secoli. Nella prefazione, l'autore specifica infatti di aver conosciuto Tamburin nel 1998 e di avere scritto con lui diversi libri anticlericali, mai più ristampati. Non abbiamo ragione di dubitarne.

"Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà". E se iniziassi così? E' un bell'attacco per una dissertazione a sfondo religioso. Ma poi non mi vengo altre idee, se non questa: nel 1944 alcuni crucchi cercarono di fare saltare in aria Hitler. Il Fuhrer, però, all'ultimo momento anticipò la riunione, durante la quale sarebbe dovuta esplodere la bomba. Quando l'ordigno deflagrò, Hitler si stava allontanando dal tavolo sotto cui era posto: morirono in quattro, rimasero tutti feriti, tranne lui. Gli autori dell'attentato furono giustiziati. Nel 1939 il falegname Georg Elser aveva tentato di fare più o meno lo stesso: ma Hitler uscì dieci minuti prima dalla sala in cui sarebbe dovuto saltare in aria. Due autentiche botte di culo. Questo aneddoto lo racconto sempre ai testimoni di Geova, quando provano a convincermi non solo che dio esiste, ma che sarebbe pure buono e amico dei deboli.
A proposito di Chiesa Cattolica, mi sarebbe piaciuto concludere la storia del mio blog con una dissertazione sulla pedofilia. Mancava questo scottante argomento al carniere dei miei temi preferiti. Sulla pedofilia non c'è niente da ridere. Nemmeno sui pedofili. Fa molto ridere invece la gente che si scalda per i pedofili, specie quella di sinistra, specie quella di sinistra radicale. Gente contraria alla pena di morte, ma se gli parli dei pedofili: li ammazzerebbero, li stuprerebbero, li castrerebbero "e non con la castrazione chimica, ma con quella fisica, così soffrono di più". Invece la gente di destra in questi casi non mi fa ridere. Non mi fanno ridere quelli che uccidono bambini con le bombe al fosforo e poi tuonano contro i pedofili. Comunque, propongo alla sinistra di mettere l'emergenza pedofilia al centro della propria campagna elettorale. Un po' come fanno i leghisti con gli immigrati. Con la differenza che se viene linciato un africano, qualcuno ancora si muoverà a pietà. Se ammazzano un pedofilo per strada, applausi a scena aperta. I giornali collaborerebbero con un'escalation di notizie sul tema. Poi basterebbe accusare il governo attuale di non fare nulla contro la pedofilia. Credo che sia questa la strada per uscire dalla crisi della sinistra. Magari è un'idea cretina, ma è sempre meglio che non avere idee.
Ora vi lascio. C'è un razzo in partenza per Plutone, dove andrò a vivere asceticamente in una tendopoli allestita dalla Protezione Civile, assieme a Delia, un lamellibranco autoctono che parla solo l'aramaico, ma in realtà sa dire solo "Eli, Eli, lamma sabactani". Torno tra dodici milioni di anni, quando probabilmente la specie umana sarà estinta. A proposito, avrei dovuto parlare della ritina di Steller, ma ormai si è fatto tardi. Vi lascio con una domanda in sospeso: se l'uomo non impara dai suoi errori, che senso ha sperare in un mondo migliore?

Commenti

Post popolari in questo blog

Una bella botta di Benito

"Apologia del fascismo io? Ci mancherebbe, conosco la storia e gli errori commessi da Mussolini. Io ho una coscienza civile". Con questa lapidaria replica sulle pagine de La Voce, si era chiusa qualche settimana fa la querelle sulla segretaria della Cisl polesana, Valeria Cittadin, sgamata dal Corriere del Veneto mentre postava su Facebook una frase di Benito Mussolini ("Molti nemici, molto onore") per controbattere alle critiche di alcuni ambientalisti sulla riconversione a carbone di Polesine Camerini. "Non m’importa che la frase sia di Mussolini, m’interessa il concetto che esprime, rappresenta come mi sento", aveva spiegato al Corriere del Veneto fin da subito. Se una frase è bella, insomma, non fa alcuna differenza che sia stata detta da Levinàs o da Adolf Hitler, da Voltaire o da Charles Manson. Incalzata dalla Voce , mentre gli altri giornali non si accorgevano della notizia, la Cittadin replicava ancora più stizzita che non c'era "nie...

Voci per la Libertà, un festival bolscevico! Ecco le prove!

(I compagni di Amnesty consegnano il premio a Cristicchi) Il dibattito sui diritti umani non si placa certo dopo la fine del festival villadosano "Voci per la Libertà". Nei giorni scorsi, pensate, il re del Bahrein ha criticato la Siria per le inaudite violenze contro i manifestanti e il presidente iraniano ha denunciato all'Onu l'abuso della violenza contro i manifestanti da parte del governo inglese. Posizioni che confermano l'interessante tesi emersa in occasione del festival 2011 dedicato ad Amnesty International: le violazioni dei diritti umani dipendono dai punti di vista. A volte vanno bene, a volte no e in fondo tutti i gusti sono gusti e in democrazia ognuno la pensa come gli pare.

Con la scusa della caccia, praticano la sodomia nella foresta

Il 90% dei cacciatori sono omosessuali, che sfruttano la scusa dello sport per accoppiarsi di nascosto in mezzo alle selve. Lo rivela una ricerca condotta dall'Università di Padova. Scalpore nel mondo venatorio. ROVIGO - Altro che sport in mezzo alla natura. La caccia per la maggior parte di quelli che la praticano è un escamotage elaborato da coppie di uomini gay in là con gli anni per praticare clandestinamente la sodomia, evitando di ricorrere alla camporella in automobile. Lo rivela un'incredibile ricerca condotta da Jago Leporini, ricercatore abusivo della facoltà di Sociologia dell'Università di Padova, che ha intervistato in modo del tutto anonimo centinaia di affiliati alle principali associazioni del mondo venatorio. I risultati sono sconcertanti: il 90% degli intervistati afferma che la caccia è solo un paravento per praticare la propria omosessualità in mezzo alla natura, lontano dagli occhi indiscreti e senza farsi scoprire dagli amici, dai vicini di casa o...