Passa ai contenuti principali

Vigili armati, prime magagne in città

Nuovi problemi con i vigili armati per la giunta Piva, recentemente rinnovata con la cacciata di Luigi Paulon e l'ingresso di Stefano Bellinazzi.
Non bastassero le polemiche dell'opposizione e le lamentele dei sindacati, in questi giorni numerose proteste dei cittadini hanno intasato il centralino del Comune e la posta elettronica del sindaco, denunciando un increscioso fatto, accaduto qualche sera fa in pieno centro: alcuni gendarmi con la pettorina della Polizia locale avrebbero scorrazzato tutta la notte per le vie della città, berciando e sparando colpi in aria.
Un fatto presto chiarito dalle autorità competenti, scaturito da un misero equivoco. I nuovi arrivati, poco esperti del mestiere, avrebbero confuso il "terzo turno" della sera con il "terzo tempo" del rugby. Di conseguenza, tre o quattro di loro hanno interpretato le indicazioni del comando, ingurgitando diversi litri di birra e lanciandosi in incontenibili festeggiamenti per locali.
La serata è culminata intorno alle tre con l'arrivo di alcune pattuglie, che hanno fermato il gruppetto mentre sparava in aria attorno al monumento di Vittorio Emanuele II, disturbando i vicini locali. "Il rumore degli spari era talmente assordante che abbiamo dovuto alzare il volume della musica a palla - spiega il titolare di un locale - Ci dogliamo per quel paio di vetrine esplose per lo spostamento d'aria".


Nella foto, i nuovi vigili in posa in piazza XX settembre con un tizio vestito da Babbo Natale

Commenti

Post popolari in questo blog

Prima missione di successo per l'assessore al Decoro

Foto di gruppo dei facinorosi prima del raid dell'assessore La città è più sicura, grazie all'assessorato al Decoro. Da settimane ci si interrogava sulla reale funzione del nuovo referato della giunta Piva, ma sabato, finalmente, l'assessore al Decoro è entrato in azione, sgominando un'intera banda di facinorosi al castello di Rovigo. Nell'indifferenza generale, i quattro (nella foto) bivaccavano nell'area delle due torri con striscioni dal contenuto eversivo (la Costituzione italiana) e messaggi violenti e offensivi. Non sono però sfuggiti all'occhio del tutore del pubblico decoro che, con l'ausilio della polizia locale, ha tosto sgomberato l'area dalle pericolosissime scritte, che avrebbero potuto traviare le menti degli infanti.

La lettera sulle mazzette per l'appalto della discarica è una patacca! Numerose prove scagionano definitivamente gli accusati!

Clamoroso scoop de La Ghenga : la discussa lettera dell'anonimo imprenditore sulle richieste di bustarelle per un appalto è falsa. Lo ha scoperto un nostro informatore, analizzando numerosi indizi. Nella foto, il nostro informatore (in incognito per tutelarne la privacy) ROVIGO - "Quella lettera ormai l'ha letta tutta la città", ha affermato in questi giorni il procuratore Dario Curtarello, aprendo l'inchiesta sulla missiva di un anonimo imprenditore, che denuncia intrallazzi poco puliti attorno ad un appalto per una discarica nel rodigino. Forse per un errore delle poste, infatti, il misteriosissimo documento è ormai in possesso di chiunque: ne parlano da settimane gli anziani al bar dell'Auser, mia zia Alberta giura di averla trovata perfino tra i giornali della parrucchiera e si racconta che una seconda elementare se l'è trovata come traccia di un tema in classe. Nonostante i contenuti siano di pubblico dominio, tuttavia, i giornali hanno scelto...

Una bella botta di Benito

"Apologia del fascismo io? Ci mancherebbe, conosco la storia e gli errori commessi da Mussolini. Io ho una coscienza civile". Con questa lapidaria replica sulle pagine de La Voce, si era chiusa qualche settimana fa la querelle sulla segretaria della Cisl polesana, Valeria Cittadin, sgamata dal Corriere del Veneto mentre postava su Facebook una frase di Benito Mussolini ("Molti nemici, molto onore") per controbattere alle critiche di alcuni ambientalisti sulla riconversione a carbone di Polesine Camerini. "Non m’importa che la frase sia di Mussolini, m’interessa il concetto che esprime, rappresenta come mi sento", aveva spiegato al Corriere del Veneto fin da subito. Se una frase è bella, insomma, non fa alcuna differenza che sia stata detta da Levinàs o da Adolf Hitler, da Voltaire o da Charles Manson. Incalzata dalla Voce , mentre gli altri giornali non si accorgevano della notizia, la Cittadin replicava ancora più stizzita che non c'era "nie...