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Ripulire Adria dalla feccia!

Nella precedente puntata vi abbiamo accennato al mirabolante piano di igiene sociale che la giunta adriese si preparerebbe a varare, allo scopo di produrre qualcosa di inutile dopo il già inutile decreto anti accattoni.
Talune anime belle etrusche hanno sdegnosamente criticato le ipotesi della giunta Bobo, bollate volta per volta come razziste, demagogiche, demenziali o tutte e tre le cose. Non sanno, costoro, che prima di giungere al complesso piano sicurezza prossimo alle stampe, Palazzo Tassoni aveva valutato ipotesi ben più radicali, che finalmente vi sveliamo.
Molte le ipotesi circolate inizialmente sul tavolo del primo cittadino. Ad esempio la Lega Nord aveva proposto il recupero dei vecchi piani per la meccanizzazione delle ronde padane, ultimando un nuovo prototipo di ronda padana robotizzata, battezzato simpaticamente "Bobocop". Non si sa che fine abbia fatto questo progetto, ma possiamo dare notizia, grazie ad un carteggio riservato che ci è stato consegnato da un tizio ciccione incontrato l'altro ieri su Facebook, dei piani per la sicurezza rimasti nel cassetto della giunta Barbujani. Ecco cosa è stato scartato:

Ipotesi 1: Missione militare sotto l'egida della Nato
Non potendo fronteggiare le orde di malfattori che mettono in ansia i bravi cittadini, terrorizzano i poveri cigni etruschi e più in generale lordano ormai l'immagine di una città onesta e pulita, la giunta comunale ha preso in considerazione l'idea di invocare l'intervento dell'Alleanza Atlantica per ripulire i quartieri più malfamati, sopportando anche gli eventuali effetti collaterali. Cacciabombardieri francesi, inglesi e americani avrebbero dovuto effettuare i primi raid contro le roccaforti del degrado, tipo i condomini delle prostitute o gli appartamenti sovraffollati, a partire da aprile. Tutto è saltato perchè il comando Nato non ha saputo dare alcuna garanzia a Bobo che il suo negozio sarebbe stato risparmiato dai bombardamenti chirurgici al fosforo bianco.

 
Ipotesi 2: Diluvio universale adriese
Congegnata da un impiegato prossimo alla pensione, questa misura radicale doveva servire a spazzare via dalla città meretrici, talebani, necromanti e altri personaggi sconci che popolano il suolo adriese, riprendendo i fasti di un'altra celebre pulizia generale effettuata qualche millennio fa.
Il piano prevedeva di imbottire di esplosivo il mangime dei cigni ospitati nel Canalbianco. Essi, deflagrando, avrebbero presto squarciato gli argini, provocando l'inondazione della città e lo sterminio della popolazione meno avveduta. I privilegiati avrebbero trovato rifugio in un'arca progettata dai tecnici del Comune e ormeggiata alla chiusa di Baricetta. Il piano è saltato perchè Bobo si è rifiutato di far allagare il suo negozio di scarpe e poi magari si incazzavano pure gli animalisti.

Ipotesi 3: prima guerra Adria-Inssbruck
L'idea di base è la seguente: dichiarare formalmente guerra al Comune di Innsbruck o ad altro Comune estero a piacimento, indi spedire la feccia adriese a scavare trincee sul fronte austriaco, promettendo un ricco bottino ai pezzenti e un permesso di soggiorno ai migranti irregolari.
Simulato con un tabellone del Risiko dal sindaco Bobo e dal suo braccio destro Giorgio D'Angelo, il piano è stato presto scartato per l'eccessiva complessità e perchè, dopo due ore di pianificazione, per qualche motivo il Comune di Adria era rimasto con due soli carri armati e circondato da decine di truppe prussiane.







Commenti

  1. Cari ghenghi, come immigrato nell'etrusca città, mi sento molto minacciato da queste nuove misure, specie da quando nelle segrete stanze comunali si sussurra di estenderle agli immigrati dal profondo delta. Non vorrei veder comparire nella mia modesta magione Adriese di 39 stanze, il carro armato dei vigili urbani, e codesti tutori dell'ordine in tenuta anti-sommossa

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