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Breve storia della criminalità pedonale!

(Alcuni pedoni censiti da Lombroso)
Non solo mafiosi, capricciosi e stupidi, ma persino terroristi. I pedoni rodigini, che attanagliano il centro a mettono in ginocchio il commercio, si ispirano ad alcuni tra i peggiori delinquenti della Storia, gente per cui perfino un moderato come il generale Fiorenzo Bava Beccaris ebbe a invocare la pena dello squartamento.
Già lo studioso del crimine, Cesare Lombroso, aveva condotto dettagliate ricerche fisiognomiche sui pedoni per rintracciare le origini della loro evidente depravazione (come potete vedere nella rarissima documentazione a lato).
Oggi, grazie ad una recente quanto documentata ricerca che ci è stata inviata da alcuni commercianti del centro, possiamo finalmente dare alle stampe il primo Dossier sul movimento criminale e terrorista dei pedoni!
Mi raccomando, non fatelo vedere ai vostri bambini!


Lione, 1895.  Pioniere dell'estremismo pedonale è l'infame passeggiatore Sante Caserio, che in quest'anno dimostra per la prima volta l'intolleranza e la malvagità di questo movimento, assalendo a coltellate il presidente francese Carnot, allo scopo di punirlo perchè viaggia in carrozza, anzichè a piedi, e per imporre con la violenza la creazione di una Ztl in piazza della Repubblica a Lione.


Milano, 1898. Esasperato dai continui flash mob messi in atto da bande di capricciosi e prepotenti su corso Venezia, quel bravuomo e onesto lavoratore del generale Bava Beccaris disperde efficientemente alcuni gruppi di manifestanti avulsi da qualsiasi attività produttiva, utilizzando un po' di buon senso e un po' di cannonate. Per l'eroica prestazione, riceverà in seguito una decorazione al merito dall'Ordine dei Bottegai meneghini.


 Monza, 1900. Gaetano Bresci, ennesimo pedone fanatico, assalta la carrozza su cui transita il re d'Italia, Umberto I, un po' perchè vuole imporre con la forza a tutti di muoversi a piedi, un po' perchè è ancora arrabbiato per l'insuccesso dei flash mob milanesi, un po' perchè gli stanno sul cazzo le carrozze. 
Quel bravuomo del re, in passato, era scampato ad altri atti simili compiuti da squallidi e stupidi pedoni. Stavolta, purtroppo, la sorveglianza disposta a tutela di pedoni onesti e vetture, purtroppo, non giunge in tempo per salvarlo dalle pistolettate.

 
Sarajevo, 1915. Un'ennesima testimonianza della natura criminale di taluni pedoni e delle drammatiche conseguenze che l'ostinazione di questo o quel gruppo avulsi da ogni contesto produttivo possono avere per la pubblica sicurezza.
Nell'immagine a lato, il pedone jugoslavo Gavrilo Princip uccide l'arciduca d'Austria, Francesco Ferdinando, pacifico automobilista e lavoratore, durante un flash mob di protesta contro l'apertura al traffico di corso Voivoda a Sarajevo, scatenando la prima guerra mondiale!

Continua...

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