Passa ai contenuti principali

Vendesi tutto

(Vignetta di Svarion)
Dopo avere regalato la Fiera delle Parole a Padova, perchè non vendere tutta l'area fiere al miglior offerente? E' la nuova trovata di Renzo Marangon per fare soldi facili: vendere il Censer rodigino all'Enel, con debiti annessi e connessi, intascando qualche milione che torna sempre utile per le spesucce.
Peccato che Enel non sia interessata. "Portate pazienza, ma non possiamo sempre comprarvi qualcosa - si legge in un comunicato ufficiale - Ci avete già svenduto il culo, la dignità e il futuro del Delta. Perchè non andate ad accattonare da qualcun altro?" Anche questa proposta rischia di fare la fine di idee come lo smaltimento a Rovigo dei rifiuti napoletani, dimenticata dai media e dalla politica. Non si scoraggi il buon Renzo: lo aiutiamo noi a trovare delle soluzioni alternative per fare soldi senza fatica e stando comodamente seduti a casa propria.

Vendiamo il Censer ai cinesi
Perfino il governo nazionale, che fino a qualche anno fa ergeva barricate contro l'invasione dei piccoli imprenditori del Celeste Impero, oggi cerca di affibbiare un po' di debito pubblico alla Repubblica Popolare Cinese. Ebbene, tutti sanno che i cinesi comprano, pagano subito, in contanti e senza trattare. Probabilmente neanche loro sanno cosa farsene del Censer, ma possiamo vendere loro il bar. Del resto i nostri amici con gli occhi a mandorla sono rimasti gli unici a gestire i vecchi bar dei piccoli comuni, delle frazioni e perfino del dopolavoro ferroviario. Quindi sganciamogli pure il bar del Censer per qualcosa come 30 milioni di euro. Il prezzo è un po' caro, ma spiegate loro che l'area espostiva è ovviamente in omaggio.

Rilancio del parco del Maddalena
Dopo il restyling operato dalla giunta Merchiori, l'elegante parco dell'ex sanatorio rodigino assomiglia oggi a una steppa infestata da giostrine scalcinate e puntellata da radi e rachitici alberelli. Da qui l'idea di togliersi il pensiero e vendere tutta l'area. Secondo le nostre fonti, ci sarebbe una joint venture di imprenditori tedeschi e magnati del Qatar interessata all'acquisto, per farne un parco tematico con una Europa in miniatura, campi da golf, porticciolo, negozi, casinò e molto altro. Vi ricorda qualcosa?

All'asta i monumenti cittadini
La statua di Vittorio Emanuele II non la vuole più nessuno. Ha provato a spostarla Beppe Osti e ora pare che ci stia provando pure Nello Piscopo. Tanto vale venderla al migliore offerente. Anzi, facciamo un'asta con tutti i monumenti cittadini: ingombrano, non servono a niente e si riferiscono a un passato trito e ritrito. Via anche il Garibaldi a cavallo, che tanto ce l'hanno rifilato di scarto perchè a Roma all'epoca non lo volevano. Cediamo la fontana di piazza Roma: un riccone se la vuole mettere nel giardino della sua villa in Costa Smeralda? Stacchi un assegno e passi a prenderla al magazzino. All'asta anche il monumento a Maci Battaglini: i fans lo vogliono? Se lo comprino. Più complicato trovare qualcuno disposto a comprarsi l'insolita decorazione spuntata al centro della rotatoria di viale Tre Martiri. Costata 90mila euro, si potrebbe venderla a dieci euro la tonnellata a quelli che raccolgono il ferro vecchio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Federalismo residenziale

"La Lega è al potere da quindici anni e non ha fatto niente. Allora io ho proclamato il federalismo residenziale: padrone a casa mia e vediamo cosa dicono". E' la nuova frontiera del federalismo, quella lanciata da Marco Sassoni e dalla sua famiglia (nella foto), che un mese fa si sono proclamati indipendenti dallo stato italiano, per protesta contro il flop politico della Lega Nord. "Mi iscrissi al partito di Bossi dieci anni fa, convinto che potesse rappresentare una fonte di cambiamento - rammenta Sassoni - Noi siamo una famiglia solida: io sono un libero professionista, faccio il rappresentante di prodotti tessili. Mia moglie Rutvalda è l'angelo del focolare, che si prende cura della casa e dei nostri bei figli, Edgardo e Umberto, cresciuti all'insegna dei valori cristiani, primi in tutte le materie a scuola, educati e rispettosi dei genitori".

Storia di Rovigo in bustine, puntata 5

Le numerose attestazioni di stima e apprezzamento pervenute nella buca delle lettere di Ivana Fracchia ci esortano nel continuare a somministrarvi questa rubrica domenicale sulla storia di Rovigo, lontana dagli esercizi esegetici più in voga, ma allo stesso tempo curata e rigorosa nel raccontarci storie e fatti che, invero, destano stupore e maraviglia. Oggi parliamo di una delle piazze più importanti del centro storico. I misteri di piazza Garibaldi Nel tredicesimo secolo le dodici piazze di Rovigo erano chiamate con i nomi dei segni zodiacali. In quella che allora era nota come piazza dell'Ariete, si tenevano i riti per l'equinozio di primavera, durante i quali i cittadini di Rovigo lanciavano in aria le tradizionali zucche ornamentali di Codigoro ed erano frequenti i tafferugli con le milizie cittadine.

Graziano, vogliamo la moviola!

(Foto elaborata su un'idea di Vanni Destro) Graziano Azzalin: anni fa era convintamente contrario al carbone a Porto Tolle, quando ancora andava di moda esserlo, ma prima o poi tutti cambiano idea. Il problema è farlo alla giusta velocità. In campagna elettorale Azzalin dichiarava, sulla stess scialba lunghezza d'onda del suo partito: "Eh, ormai la centrale a carbone l'hanno fatta, tanto vale cercare di guadagnarci qualcosa". La centrale non era stata ancora fatta, a dire il vero, e comunque il centrosinistra non si era particolarmente sbattuto per fermare l'iter, anzi. Non è che è vietato cambiare idea, per carità, ma può essere un casino quando uno cambia posizione su un argomento a una velocità tale da rischiare come minimo uno stiramento muscolare.