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Storia di Rovigo in bustine, puntata 6

Fino all'ultimo pensavamo che Ivana Fracchia, l'anziana collaboratrice di questo blog, non avrebbe consegnato per tempo la sua rubrica settimanale sulla storia della nostra città. Da qualche giorno ella si trova infatti ospite di una struttura protetta, dopo essere stata trovata a camminare nuda e in stato confusionale nel parco dell'Iras. Ciononostante, dopo infiniti solleciti, ci ha consegnato questo nuovo capitolo della sua avvincente rubrica.

Rovigo e i suoi quartieri
Oggetti di contese territoriali sfociate nei secoli in decine di guerre e financo in un sanguinoso pogrom nel 1677, i quartieri di Rovigo sono oggi solamente cinque: la Commenda, suddivisa in due settori, San Bartolomeo, Sanpiox, la Tassina e il poco conosciuto Branziopone.
La divisione della Commenda in due parti risale alla fine del 1961, quando i cittadini del versante orientale votarono per la costruzione di un muro alto tre metri dove oggi corre viale Gramsci, per rompere ogni contatto con gli abitanti del lato occidentale. Il muro fu poi abbattuto nel marzo 1962, dopo l'accordo raggiunto tra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana. I comunisti ottennero il cambio di toponomastica della vecchia via Attilio Piccioni, che oggi porta il nome del politico e filosofo marxista.
San Bartolomeo, più nota come San Bortolo, fu fondata in tempi antichissimi dagli alieni come testa di ponte per un invasione, mai avvenuta (o forse avvenuta in segreto), del pianeta Terra. Il nucleo abitato odierno risale al medioevo, quando il leggendario contadino Venanzio, avuto il dodicesimo figlio, abbandona la famiglia e l'aratro e fonda il convento dei Venanziani, occupando una chiesa normanna abbandonata. Durante la sanguinosa guerra civile del 1340, seguita alla guerra tra transilvani e masai, l'ordine combattente degli Olivetani entra in possesso del monastero e si stanzia in loco, abbandonando le armi e dedicandosi alla cura della terra. San Bortolo diventerà poi un ricco quartiere residenziale, con numerose ville di lusso, tra cui la casa di Ringo Starr.
Veniamo quindi al quartiere Sanpiox, sorto sui terreni del latifondista secentesto Oliviero Sanpiox, che eresse l'attuale chiesa in calcestruzzo e la palestra di karate. Nel 1956 la dilagante criminalità in città spinse la giunta comunale a prendere misure draconiane. Tutti i delinquenti furono stipati a Sanpiox e la zona fu circondata dal filo spinato. La situazione in città, tuttavia, peggiorò. Per qualche misterioso motivo, infatti, privati di rapinatori e taccheggiatori i rodigini dell'alta borghesia iniziarono a esercitare ogni forma di sopruso verso i concittadini, confidando nella totale impunità. Le misure anticrimine furono ritirate nel 1959, dopo la tragedia del carcere di Rovigo, in cui morirono ottocento persone. Il mega carcere di origini austriache, che sorgeva dove oggi c'è il multipiano, sprofondò infatti nel sottosuolo per l'eccessivo numero di detenuti e scomparve per sempre. Sanpiox, dove nel frattempo dilagavano cannibalismo e incesti, fu riaperta e affidata per tredici anni alle suore del convento delle Miracolate di Santa Magda, che rieducarono la popolazione ai valori della vita civile.
Della Tassina c'è poco da dire, essendo sorta nel 1999 per opera di un piano regolatore. Ben più interessante è il piccolo quartiere Branziopone, a nordovest del centro storico, circondato dalle acque di due piccoli affluenti del Ceresolo, che tuttora ospita la comunità székely e le stupefacenti rovine dell'unica chiesa unitariana nel nostro paese. Una curiosità: di notte non è possibile visitare il quartiere, perchè gli abitanti ritirano regolarmente il ponte levatoio tutte le sere fin dal 1702.

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