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Proposta di legge retroattiva sull'immigrazione

Qualche tempo fa, la governatrice dell'Arizona, Jan Brewer, ha voluto dimostrare che il mondo sarebbe migliore se governassero le donne, varando una legge anti immigrati basata sul principio che chiunque abbia la faccia da mangiatortillas potrà essere fermato dalla Polizia per strada, i bianchi invece no.
Sembra che i negri, almeno da quelle parti, non siano contemplati, perchè le modalità della loro migrazione verso la prima democrazia del mondo sono state alquanto controverse. E' una legge opinabile, ma non volendoci limitare alla sterile critica, abbiamo elaborato una proposta di legge sull'immigrazione, che proporremo alla signora Brewer.
La proposta è molto semplice e applicabile facilmente nel paese più democratico del mondo: un'applicazione retroattiva delle leggi sulle immigrazione, che metta al sicuro il paese dai flussi indiscriminati di migranti che hanno prodotto incommensurabili danni fin dal sedicesimo secolo.
La proposta prevede di consegnare le risorse economiche e militari del paese ai nativi americani che oggi sopravvivono nelle riserve dopo il genocidio compiuto ai loro danni dagli immigrati anglosassoni fino ai primi del Novecento. Dotati finalmente di un budget da spendere, nonchè di carri armati, elicotteri da guerra e armi batteriologiche, i discendenti delle popolazioni autoctone del continente americano potrebbero finalmente scacciare gli indesiderati clandestini che nel diciannovesimo secolo portarono malattie, fame e morte dalla costa orientale a quella occidentale degli Stati Uniti.
I lakota-siuox potrebbero così rientrare in possesso del territorio delle Black Hills, sottratto con l'inganno e la forza da immigrati irregolari provenienti dall'Europa e dai loro discendenti. L'Arizona stessa sarebbe messa al sicuro dall'invasione incontrollata di popoli stranieri, tornando finalmente nelle mani dei suoi legittimi abitanti: gli apache. Gli onesti modoc potrebbero finalmente fare ritorno nelle loro terre native, in California.
Insomma: padroni a casa loro. I numerosi immigrati irregolari presenti sul territorio degli Stati Uniti verrebbero rimpatriati nelle loro terre d'origine, principalmente in Europa. Un provvedimento, a nostro avviso, severo ma ragionevole, che porrebbe fine ai numerosi problemi creati negli Stati Uniti da secoli di immigrazione incontrollata e potrebbe costituire un modello da imitare per altri paesi del continente in cui i flussi massicci di clandestini provenienti principalmente dall'Europa hanno creato pericolose tensioni con le popolazioni native.
Chiediamo formalmente ai nostri europarlamentari leghisti, così sensibili ai diritti dei nativi americani da dedicare loro un poster anni orsono, di farsi promotori di questa campagna a difesa della civiltà e del diritto.

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