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Cara Enel, alza la posta per la riconversione!

Cara Enel,
chi ti scrive segue ormai da tempo le vicessitudini del quinquennale iter per riconvertire a carbone la centrale di Porto Tolle, ma mai si era assistito a eventi epocali come quelli che accadono oggi.
Con un'autentica dimostrazione di piaggeria, servilismo e mancanza di senso del decoro, dei tizi che si spacciano per nostri rappresentanti in Regione si affrettano a votare una modifica alla legge che ha istituito il Parco del Delta del Po, non per migliorarne l'efficacia o modernizzarne lo spirito, bensì per consentire a un'impresa di costruire una centrale che la legge stessa attualmente vieta. A noi sembra una cosa davvero inedita e screanzata, ma - a parte uno sparuto gruppetto di consiglieri di Rifondazione e Italia dei Valori - nessuno sembra pensarla così.
Anzichè richiedere a Enel di presentare un progetto che rispetti i vincoli di legge, si procede modificando quei vincoli in modo che si adattino a quello specifico progetto. E altrettanto fa il governo nazionale, che in queste ore ha varato l'ennesima norma ad aziendam per consentire la riconversione, inserendola nella Finanziaria. Tutto questo è un vero sberleffo ai comuni cittadini, che solitamente la legge si limitano a rispettarla così com'è, anche se non la gradiscono. E questa vergogna non viene sostenuta solo dalla maggioranza di centrodestra che governa a Venezia, ma perfino da quegli esponenti del Partito Democratico sempre pronti a tuonare contro le leggi ad personam del presidente del Consiglio.
Cara Enel, è davvero incredibile tanta sollecitudine. Appena qualche mese fa, il direttore della centrale di Porto Tolle, in un'intervista al Corriere del veneto, chiedeva che venisse modificata la legge sul Parco. E oggi la politica esegue in tempi da record e con un'esibizione di docilità, zelo e devozione che noi poveri pezzenti ci sogniamo. Da un lato, lo ammetto, siamo un po' invidiosi. Avremmo voluto avere le vostre doti di persuasione per convincere i nostri rappresentanti politici, ad esempio, a fare delle leggi più eque per i giovani che lavorano con contratti da caporalato oppure per smettere di mandare in giro i nostri soldati a sparare a gente che non ci ha fatto niente.
D'altro canto, non possiamo che esprimere ammirazione e un interrogativo: fino a dove si spingerebbero assessori e consiglieri pur di dimostrare la loro devozione alla causa? Ecco il nostro appello, cara Enel: non fermarti qui. Alza la posta per la riconversione e vediamo fino a dove sono disposti a seguirti. Pretendi ad esempio che i consiglieri regionali, gli assessori, i presidenti della provincia, i sindaci e i sindacalisti favorevoli al progetto lo dimostrino facendosi una ceretta integrale, da capo a piedi, capelli e sopracciglia compresi, usando della carta moschicida. Esigi che chi è pro carbone si tatui in fronte una svastica nazista e dichiari pubblicamente di essere pedofilo. O ancora pretendi, sotto la minaccia di spostare tutto in Albania, che i consiglieri che stanno con Enel superino una piccola prova di fedeltà, consistente nel camminare nudi sui carboni ardenti, cantando "Over the rainbow" in falsetto con una pannocchia infilata nell'ano, finchè con il calore non inizieranno a produrre pop corn.
Insomma, Enel, non ti arrendere. Accogli le nostre proposte! Noi siamo convinti che costoro siano pronti a tutto pur di compiacerti. Ma per averne la prova abbiamo bisogno del tuo aiuto. Certi della tua collaborazione, porgiamo i nostri più sinceri e cordiali saluti,


La Ghenga

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