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Monello Vianello è al tramonto

Arturo dei Gattinari
Più forte di ogni cosa è la voglia di farsi due risate alle spalle di chi ti odia. Riprendiamo dunque le pubblicazioni con un bell'omaggio di Arturo dei Gattinari - umorista, appassionato di viaggi e uomo del Carroccio (accreditato come prossimo assessore alla cultura a Rovigo) - al suo odiato nemico Monello Vianello (il quale, per inciso, fa sapere di non essere ancora morto e ringrazia Arturo per il pungente omaggio, che presto o tardi ricambierà).

Non si hanno più notizie del cronista divenuto famoso, negli anni passati, per il suo uso indiscriminato dell'allitterazione  e dell'epiteto. Monello Vianello, noto anche come "  'o cialtrone ", sembra stia percorrendo il tratto discendente della sua breve ma intensa parabola.
Già la diffusione del mio blog l'aveva altamente turbato, tanto da portarlo a fornirmi alcuni consigli, simili a minacce del tipo "lascia perdere, la scrittura non è roba per te", o altre simili affermazioni che mi hanno divertito e convinto sempre più della tipologia di persona che avevo davanti. Pochissimi giorni dopo la notizia, per certi versi drammatica, della chiusura del suo blog per il trend in costante ribasso per quanto riguardava lo share e il gradimento del pubblico, Vianello si è trasferito su un'altra piattaforma, che è stata creata appositamente per dare una agognata voce in capitolo a personaggi che hanno più volte tentato una scalata alla conquista dei media. Ecco allora che, tutti nelle stesse pagina web, ritroviamo Vianello, Vanni Trotsky, e altri bizzarri personaggi che come il protagonista dello spot del caffè Hag, passano la loro vita a scrivere pezzi dal dubbio valore letterario perchè sprovvisti di una vita sociale rilevante che vada oltre la partita a scala quaranta i giovedì sera. Vianello, abituato a quasi un decennio di monopolio assoluto del web, ha subìto pesantemente un'improvvisa concorrenza che, a suon di articoli di gradimento, è diventata spietata e l'ha gettato nel dimenticatoio. Ma il signor Vianello ha messo in atto alcune strategie che ora vi narro: dapprima ha stretto un accordo con alcuni personaggi reali che, in cambio di qualche articolo "ben fatto", si sono impegnati a diffondere il suo verbo il più possibile; poi ha creato circa 1800 profili personali fasulli su Facebook per dare vita a quello che viene chiamato "Viral Marketing", ovvero una diffusione incontrollata dei suoi articoli. Infine ha stretto un patto con uno degli uomini del momento, tale Luca Faccione (per l'ennesima volta, amministratore del profilo filocomunista "elezioni comunali Rovigo") che, ostile nei miei confronti, ha invece permesso al povero Vianello di pubblicare le sue fetide produzioni nella sua pagina. Ma il tocco di classe finale è stato un altro. Dopo aver suo malgrado realizzato che nonostante tutte queste pagliacciate, il tramonto sembrava sempre più vicino, si è inventato una nuova rubrica: "il censimento delle teste di cazzo". In pratica il Vianello fotografa le conversazioni di utenti qualsiasi di Facebook, e le pubblica classificando i protagonisti dei dialoghi (con tanto di nome, cognome e foto di costoro) come appunto teste di cazzo, incurante del fatto che i diretti interessati potrebbero denunciarlo. Vanni Trotsky, che tanto aveva detto e aveva fatto quando era stata pubblicata una foto di una sua cara amica da un esponente della Lega Nord, stavolta se ne sta zitto ammettendo così di fatto la sua sostanziale inutilità al bene umano. Siamo di fronte dunque ad un ciarlatano che, contro ogni regola di privacy e buon costume, le prova tutte per trovare un pò di compassione nella sua vita piatta e banale. Cari amici, io vi suggerirei di controllare se, per caso, siete stati anche voi classificati nella nuova rubrica di costui, perchè ho dato un'occhiata e ho trovato anche amici miei personali ai quali sicuramente tutto ciò non farà affatto piacere.


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