Passa ai contenuti principali

Ma mi si nota di più se scrivo o non scrivo?

In questi giorni, i quotidiani locali hanno riportato la missiva che segue, a firma dell'ex consigliere comunale Roberto Magaraggia. Il Resto del Carlino, oltre a pubblicarla, si è persino affrettato a rispondere, con viva cordialità, per la penna del direttore, Carlo Cavriani. 
Siamo forse da meno, noi, intrepidi pionieri del primo almanacco on line di satira polesana? Ecco dunque la lettera, con la nostra personale risposta.

Molti affezionati lettori di questo quotidiano e gli elettori della mia lista, senza i quali matematicamente Bruno Piva non sarebbe diventato sindaco di Rovigo, m’interpellano per sapere come mai da un po’ di tempo non scrivo, non intervengo. Vero. Negli ultimi cinque anni d’impegno come consigliere comunale innumerevoli e puntuali sono stati i miei interventi pubblicati. Ora mi sono ritagliato un piccolo periodo di riposo. Comunque statene pur certi, che da settembre riprenderò come prima, anzi più di prima il mio ruolo di politico-opinionista.
Ora, da lettore e osservatore, mi sto godendo un meritato seppur limitato periodo sabbatico. Il tempo è galantuomo. Mi pare ieri, e sono trascorsi ben nove anni, dal mio ingresso nell’aula di Palazzo Nodari, sede del comune di Rovigo. Tempus fugit, sostenevano i latini: tra poco voteremo per la Provincia, le Europee, il Parlamento, la Regione e il Comune. Quindi, settembre è già domani. A presto.

Roberto Magaraggia
Lista Magaraggia - Civica Rovigo


Caro Roberto,
è con una cordialità non meno viva di chi ti ha risposto sul Resto del Carlino, che noi ti replichiamo con affetto fraterno. Per quanto ci riguarda, vai in ferie tranquillo. Se hai voglia di scrivere, fallo. Se non ne hai voglia, non farlo. 
Insomma, fai quello che ti pare, basta che non ci scartavetri la paposcia tutta l'estate con queste sòle. Sono ben altri i crucci che non ci fanno dormire la notte.
Buone vacanze e mandaci una cartolina,


Il Comitato Editoriale

Commenti

Post popolari in questo blog

Federalismo residenziale

"La Lega è al potere da quindici anni e non ha fatto niente. Allora io ho proclamato il federalismo residenziale: padrone a casa mia e vediamo cosa dicono". E' la nuova frontiera del federalismo, quella lanciata da Marco Sassoni e dalla sua famiglia (nella foto), che un mese fa si sono proclamati indipendenti dallo stato italiano, per protesta contro il flop politico della Lega Nord. "Mi iscrissi al partito di Bossi dieci anni fa, convinto che potesse rappresentare una fonte di cambiamento - rammenta Sassoni - Noi siamo una famiglia solida: io sono un libero professionista, faccio il rappresentante di prodotti tessili. Mia moglie Rutvalda è l'angelo del focolare, che si prende cura della casa e dei nostri bei figli, Edgardo e Umberto, cresciuti all'insegna dei valori cristiani, primi in tutte le materie a scuola, educati e rispettosi dei genitori".

Storia di Rovigo in bustine, puntata 5

Le numerose attestazioni di stima e apprezzamento pervenute nella buca delle lettere di Ivana Fracchia ci esortano nel continuare a somministrarvi questa rubrica domenicale sulla storia di Rovigo, lontana dagli esercizi esegetici più in voga, ma allo stesso tempo curata e rigorosa nel raccontarci storie e fatti che, invero, destano stupore e maraviglia. Oggi parliamo di una delle piazze più importanti del centro storico. I misteri di piazza Garibaldi Nel tredicesimo secolo le dodici piazze di Rovigo erano chiamate con i nomi dei segni zodiacali. In quella che allora era nota come piazza dell'Ariete, si tenevano i riti per l'equinozio di primavera, durante i quali i cittadini di Rovigo lanciavano in aria le tradizionali zucche ornamentali di Codigoro ed erano frequenti i tafferugli con le milizie cittadine.

Graziano, vogliamo la moviola!

(Foto elaborata su un'idea di Vanni Destro) Graziano Azzalin: anni fa era convintamente contrario al carbone a Porto Tolle, quando ancora andava di moda esserlo, ma prima o poi tutti cambiano idea. Il problema è farlo alla giusta velocità. In campagna elettorale Azzalin dichiarava, sulla stess scialba lunghezza d'onda del suo partito: "Eh, ormai la centrale a carbone l'hanno fatta, tanto vale cercare di guadagnarci qualcosa". La centrale non era stata ancora fatta, a dire il vero, e comunque il centrosinistra non si era particolarmente sbattuto per fermare l'iter, anzi. Non è che è vietato cambiare idea, per carità, ma può essere un casino quando uno cambia posizione su un argomento a una velocità tale da rischiare come minimo uno stiramento muscolare.