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Facciamo un po' quel cacchio che ci pare

Zaia, mentre affetta un'ottimo sformato al carbone pulito
C'era un modo abbastanza semplice per costruire una centrale elettrica nel Parco del Delta, un'area vincolata da determinate norme: farla seguendo le norme. Troppo facile.
E' molto più divertente presentare un progetto incompatibile con la legge, per poi frignare per anni di fronte a rinvii, contestazioni e bocciature. Così da anni Enel cerca in ogni modo di piazzare una centrale a carbone in mezzo al Delta, ma la legge dice che proprio non si può. Ci ha pensato Luca Zaia a rovinare il gioco: "La legge lo impedisce? Vabbè, allora cambiamo la legge". La proposta è stata presentata oggi al consiglio regionale, perchè sia esaminata con la massima urgenza ed approvata con consenso bipartisan. Non si allarmino, tuttavia, i cittadini che ogni giorno si arrabattano per rispettare leggi assurde: per loro la politica continuerà a non fare un cazzo.
“Oggi la giunta regionale ha chiuso la partita della centrale Enel di Porto Tolle”. Lo ha dichiarato, gongolante, il presidente della Regione, spiegando che e’ stato approvato un disegno di legge per cambiare l’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po, prevedendo la possibilita’ di riconversione a carbone. Ci voleva tanto? Ora la proposta dovrà solo passare per la vidimazione del consiglio regionale, una formalità. Sul voto contrario del centrodestra, ovviamente, non si fa conto. Su quello del centrosinistra, ancora meno. Tra i consiglieri regionali di centrosinistra, i poveri polesani possono contare solo su Graziano Azzalin, noto per prese di posizione di indiscutibile chiarezza del tipo: "Le leggi si rispettano, così come le sentenze. Se una legge non va bene, ci si attiva per modificarla". Ah, beh.
Dispiace, tuttavia, constatare la scarsa fantasia dei nostri rappresentanti a Venezia. Tanto per dire, se proprio bisognava modificare la legge, perchè non sbizzarrirsi su altri articoli? Prendiamo a caso. Articolo uno, comma due: "La gestione del parco é affidata all'Ente parco Delta del Po". Si poteva cambiarlo in una cosa del tipo "La gestione del parco é affidata all'Ente parco oppure, a seconda di come ci gira, a mio cugino Renato, al tizio del bar di Oca Marina o alla Federcaccia". Oppure si potevano inventare degli articoli nuovi, più in sintonia con le aspettative delle imprese: "Il Parco ha confini elastici, eterei, fondati sulle percezioni individuali. Può essere grande un metro quadro oppure un miliardo di anni luce. Una cosa può stare un giorno nel Parco, un giorno dopo fuori dal Parco, oppure - a seconda delle esigenze - contemporaneamente dentro e fuori dal Parco".
Rassicuriamo infine i tanti cittadini che hanno problemi con la legge. Ad esempio, gli immigrati che per alcune bizzarre leggi nazionali, non possono lavorare se non hanno il permesso di soggiorno e non possono ottenere il permesso di soggiorno se non lavorano e comunque se li beccano con le carte non in regola li sbattono in gabbia e rimpatriano, manco avessero ammazzato qualcuno: per loro destra e sinistra non muoveranno un dito. Stiano tranquilli anche i disabili rimasti senza pensione di accompagnamento o i familiari che accudiscono anziani a spese proprie, perchè "la legge dice così" e se anche la legge non dice così fa lo stesso.
Si rasserenino quelli che per organizzare un concertino in paese devono pagare una cifra ai vampiri della Siae oppure quelli che vanno in piazza a protestare per il lavoro o la scuola e si beccano le mazzate perchè non si erano comportati come si deve o magari quelli che si vedono pignorare le mutande da Equitalia perchè non hanno più un soldo per pagare le rate del mutuo. Per loro, magari qualche spicciolo. Di certo non si muoveranno Zaia, i consiglieri regionali, gli onorevoli, i sindacati e gli altri solerti difensori di Enel. Certo, la legge se non va bene si cambia, ma voi chi cazzo vi credete di essere per chiederlo?

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