Passa ai contenuti principali

Veronica Lario: "La mia questione morale"

Oggi è la festa della donna e anche La Ghenga festeggia, riproponendo una delle migliori interviste a una donna: Veronica Lario, icona del femminismo del ventunesimo secolo, leader della sinistra antiberlusconista, donna tutta d'un pezzo, a parte qualche pezzo aggiunto con interventi di chirurgia plastica, amata dalle femministe per avere mollato il premier Silvio Berlusconi, incassando una valanga di soldi. Aveva ragione Silvio: "Signorine, sposate un miliardario". E poi divorziate, possibilmente. 
Mentre il premier si gode una terza età da scapolo allegro, lei, donna Veronica, adagiata nella villa Macherio, è ancora un punto di riferimento per chi cerca risposte sulla difficile condizione della donna ai giorni nostri. Il nostro collaboratore Olimpio Olimpiodrom l'ha raggiunta lo scorso autunno al telefono. Ecco l'intervista.

Buonasera, signora Lario. E' con il cappello in mano che le telefono, chiedendole scusa per l'eventuale disturbo arrecatole. Mi rendo conto che in questo momento lei magari stava davanti al camino, bruciando foto e pensando al suo matrimonio appena fallito...
No, no. Si figuri che stavo cagando, ma questo non lo scriva, eh. (Ride)

E perchè non dovrei scriverlo? Aggiunge quel tocco di umanità alla sua figura di ex soubrette moglie rifatta di un vecchio riccone decadente. Anzi, sono sicuro che lei fa la cacca in un water di platino tempestato di pietre preziose. Deve essere un piacere strisciare di merda un cesso da un milione di euro, sapendo che fuori c'è gente che tira la cinghia per pagare il mutuo.
Scusi, ma che domande fa?

Era per scaldare l'atmosfera. Vado con l'intervista. Dunque, lei ha di recente ottenuto una valanga di soldi di alimenti dopo avere divorziato da suo marito, Silvio Berlusconi. Non si sente un po' triste?
Eh, certo, lasciare mio marito non è stato facile. Ma, come ho scritto più volte su Repubblica, ci sono cose che una donna non può tollerare.

Appunto, mi scusi se la interrompo subito. Ricapitolando a spanne, di suo marito si legge continuamente che come imprenditore ha evaso il fisco, corrotto giudici, frequentato mafiosi e ottenuto leggi ad personam dal mondo politico per non chiudere le reti televisive. Come politico, oltre ad avere varato non so quante leggi vergogna per aiutare se stesso e favorire i disonesti, ha promosso condoni fiscali a favore degli evasori, varato leggi sull'immigrazione palesemente razziste, devastato la scuola pubblica, azzannato più volte i diritti dei lavoratori e, se non le bastasse, ci ha portato in guerra contro l'Afghanistan e contro l'Iraq. Lei però ha iniziato a non sopportarlo più quando ha scoperto che faceva fare carriera politica alle ragazzine che glielo succhiavano, cosa che tra l'altro accadeva anche ai tempi del pentapartito. Che dice?
Non capisco la domanda.

La domanda è: lei ha una grande resistenza oppure il suo senso morale si scandalizza più quando suo marito palpa le tette alle minorenni che non quando dichiara guerra a un altro paese?
Ma che c'entra, qui è in ballo una questione di difesa dei diritti delle donne. Il mio discorso riguardava e riguarda la concezione della donna nel paese che il mio ex marito sta costruendo. Una concezione che una donna come me, libera intellettualmente, non può...

Sì, sì, interessante. Libera intellettualmente e con le labbra a canotto gonfiate col botox. Senta un po', lei da questo divorzio incassa un'intera villa e trecentomila euri al mese. Lei pensa di essere un modello di successo?
Beh... Oggi come donna... (qui la Lario stava dicendo qualcosa ma ci siamo distratti. Comunque in sintesi era una cosa tipo "credo di essere stata un simbolo" e "credo di avere risvegliato la coscienza del paese", eccetera. Dopo venti minuti, la Lario si è accorta che l'intervistatore non la stava ascoltando e ha messo giù il telefono. Abbiamo provato a richiamarla cinque ore più tardi, ma erano le due di notte e ha minacciato di chiamare i carabinieri).

Commenti

Post popolari in questo blog

Federalismo residenziale

"La Lega è al potere da quindici anni e non ha fatto niente. Allora io ho proclamato il federalismo residenziale: padrone a casa mia e vediamo cosa dicono". E' la nuova frontiera del federalismo, quella lanciata da Marco Sassoni e dalla sua famiglia (nella foto), che un mese fa si sono proclamati indipendenti dallo stato italiano, per protesta contro il flop politico della Lega Nord. "Mi iscrissi al partito di Bossi dieci anni fa, convinto che potesse rappresentare una fonte di cambiamento - rammenta Sassoni - Noi siamo una famiglia solida: io sono un libero professionista, faccio il rappresentante di prodotti tessili. Mia moglie Rutvalda è l'angelo del focolare, che si prende cura della casa e dei nostri bei figli, Edgardo e Umberto, cresciuti all'insegna dei valori cristiani, primi in tutte le materie a scuola, educati e rispettosi dei genitori".

Storia di Rovigo in bustine, puntata 5

Le numerose attestazioni di stima e apprezzamento pervenute nella buca delle lettere di Ivana Fracchia ci esortano nel continuare a somministrarvi questa rubrica domenicale sulla storia di Rovigo, lontana dagli esercizi esegetici più in voga, ma allo stesso tempo curata e rigorosa nel raccontarci storie e fatti che, invero, destano stupore e maraviglia. Oggi parliamo di una delle piazze più importanti del centro storico. I misteri di piazza Garibaldi Nel tredicesimo secolo le dodici piazze di Rovigo erano chiamate con i nomi dei segni zodiacali. In quella che allora era nota come piazza dell'Ariete, si tenevano i riti per l'equinozio di primavera, durante i quali i cittadini di Rovigo lanciavano in aria le tradizionali zucche ornamentali di Codigoro ed erano frequenti i tafferugli con le milizie cittadine.

Graziano, vogliamo la moviola!

(Foto elaborata su un'idea di Vanni Destro) Graziano Azzalin: anni fa era convintamente contrario al carbone a Porto Tolle, quando ancora andava di moda esserlo, ma prima o poi tutti cambiano idea. Il problema è farlo alla giusta velocità. In campagna elettorale Azzalin dichiarava, sulla stess scialba lunghezza d'onda del suo partito: "Eh, ormai la centrale a carbone l'hanno fatta, tanto vale cercare di guadagnarci qualcosa". La centrale non era stata ancora fatta, a dire il vero, e comunque il centrosinistra non si era particolarmente sbattuto per fermare l'iter, anzi. Non è che è vietato cambiare idea, per carità, ma può essere un casino quando uno cambia posizione su un argomento a una velocità tale da rischiare come minimo uno stiramento muscolare.