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Terremoto in Giappone, drammatiche conseguenze per la Padania

Zardoz mostra sulla mappa lo spostamento della Padania
Il violento sisma che ha sconvolto il Giappone, ha generato anche incredibili e imprevedibili conseguenze per la Padania, che provocheranno effetti a catena anche sulla Lega Nord e sulla politica italiana. La notizia, passata inosservata tra le cronache assai drammatiche di morti, tsunami e fallout nucleari, ha gettato comunque nello scompiglio il Carroccio: la violenza del sisma ha spostato l'asse terrestre di dieci centimetri, facendo scivolare la Padania verso sud, in piena Terronia, come ci svela lo scienziato friulano Danilo Zardoz (nella foto).

"Già il terremoto del 2006 nel Sudest Asiatico aveva provocato uno slittamento di diversi centimetri dell'asse terrestre - spiega Zardoz, autore della scoperta - e già quel catastrofico evento aveva spostato la posizione geografica della Padania, anche se la notizia era stata tenuta segreta dal governo Prodi, per non trasformarla in gazzarra politica. Le misurazioni del nostro centro studi non lasciano dubbi: con questa nuova scossa la Padania non è più in Padania, ma in Terronia. E mo' adesso che si fa?"
Troppo complesso spiegare al largo pubblico come questi sommovimenti tettonici e spostamenti di asse influenzino la geografia e la politica: basti la nozione che da oggi la Padania è ufficialmente fuori dai confini della Padania. In sostanza, spiega Zardoz, il nuovo confine del regno autonomo leghista è sempre il Po, ma a nord. Toscani e romani potranno dunque fregiarsi del titolo di padani doc e di tutti gli altri ammenicoli retorici connessi all'essere padani. "E' una notizia che accolgo con piacere - commenta il sindaco di Firenze, Matteo Renzi - Ho sempre ammirato i sindaci sceriffi del trevigiano. Adesso potrò finalmente declinare nella nostra città principi cardine quali l'essere padroni a casa nostra, la tolleranza doppio zero, la locomotiva del paese e così via. Ci dovremo adeguare: meno schiaccia con la finocchiona, più polenta con il mussetto".
La notizia ha gettato nel panico la Lega, facendo una vittima: Mario Borghezio, nel tentativo di capire la notizia, ha avuto uno spasmo cerebrale talmente intenso che il cervello fuso ha iniziato a colargli fuori dal naso nel corso di una conferenza stampa. Il leader del Carroccio, Umberto Bossi, minimizza: "La maggior parte di noi resterà comunque in Padania, visto che a Roma ormai bivaccano dozzine di leghisti. Rivedremo un po' la geografia e forse i milanesi adesso saranno svizzeri, in compenso noi ricostruiremo la Padania dov'è ora, un luogo pieno di opportunità che la laboriosità della Lega trasformerà nella nuova locomotiva d'Italia".
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, lancia l'allarme: "Rischiamo un esodo biblico di persone che vorranno attraversare il Po per venire a cercare fortuna qui nella nuova Padania. Non c'è posto per tutti, questo deve essere chiaro. Occorrono politiche per gestire questa ondata di disperati. Cosa facciamo, li prendiamo a mitragliate?".

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