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Meritocrazia, la parola al Trota

"La meritocrazia è snobismo. Così fa carriera solo chi è intelligente e si impegna". Con queste parole si apriva una delle storiche interviste pubblicate su Cacca Pulita e poi nel blog di Monello Vianello, protagonista il Renzo Bossi, figlio del senatùr, al tempo appena eletto assessore regionale dopo avere rivestito il prestigioso incarico di membro dell'Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo. Un'intervista esclusiva che noi de La Ghenga riproponiamo per i più giovani che se la sono persa, per quelli che hanno voglia di rileggersela e per noi che non abbiamo più voglia di leggere roba nuova, visto che quella vecchia ha già detto tutto quello che c'era da sapere sul mondo.


Caro Renzo, la tua recente nomina a consigliere regionale strapagato con i soldi dei contribuenti ha certamente fatto discutere. Volendo per un momento tralasciare le malignità, secondo le quali la Lega Nord adotta atteggiamenti nepotistici degni del peggior spirito doroteo, ritieni che si possa dare diversa interpretazione di questa nomina, suffragata per altro da un notevole consenso in termini di preferenze, ad esempio sostenendo che avvantaggiando te, anzichè favorire soggetti maggiormente meritevoli, sia sotto il profilo curriculare che dal punto di vista intellettivo, si sia voluto in qualche misura dare un segnale di pari opportunità verso i soggetti svantaggiati?
Eh?

Del resto tuo padre Umberto, prima di regalarti una poltrona d'oro nel consiglio regionale della Lombardia, ti aveva piazzato all'Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo, ente che già dal nome evoca orizzonti di inutilità e sperpero di danaro pubblico sconfinati. E il tuo fratellastro di primo letto, Riccardo, si è mantenuto per cinque anni facendo l'assistente dell'europarlamentare Francesco Speroni, carriera identica a quella di tuo zio Franco Bossi, tirapiedi di Matteo Salvini. Insomma, che dire. Prima i padani, ma prima di tutto la famiglia, eh?
Io dico solo: Padania Libera!

Voi vi presentate come un partito di popolo, eppure guadagnate stipendi stratosferici grazie alla politica, siete ormai immanicati in ogni sorta di ente inutile e praticate i peggiori vizi della politica italiana, compresa la raccomandazione di parenti e amici, come dimostra il tuo caso. Cosa dite ai precari a novecento euro al mese, agli operai in cassaintegrazione, ai piccoli imprenditori strangolati dai debiti, insomma a tutti quegli imbecilli che vi hanno votati? Continuerete ad aizzarli contro gli immigrati?
Io dico basta clandestini, che vengono qui a delinquere. A casa tutti. Lega padrona, Roma ladrona. Padania Libera.

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