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"Ci vogliono sfrattare per dare la nostra casa ai negri!"

Ripubblichiamo qui una sconcertante missiva inviata a monellovianello.blogspot.com da un affezionato lettore (nella foto), che porta un contributo inedito nel dibattito politico sul controverso progetto di un centro interculturale nel complesso del San Michele. 

Pregiatissimo dott. Monello Vianello,
chiedo ospitalità al suo pregevole, benchè fazioso blog per annunciare la partecipazione mia e dei miei familiari alla manifestazione indetta dal partito "La Destra" per dire no, no e poi no alla riqualificazione dell'ex chiesa di San Michele, per fare un centro interculturale con casa delle associazioni e struttura notturna per immigrati.

Non vogliamo entrare nel dibattito sull'immigrazione, ma pretendiamo che vengano esaminate le ragioni di tutti. La mia famiglia, che comprende mia moglie, i miei ventotto pargoli e i loro figli e nipoti, mia sorella Erminia, mio zio Attila con i suoi fratelli e la nonna Gianna, vive stabilmente all'interno del complesso detto San Michele ormai da diversi anni. Qui ci siamo trasferiti in cerca di spazi più adeguati per la nostra famiglia e abbiamo trovato un ambiente confortevole, debitamente fatiscente e abbandonato, silenzioso, discreto e a pochi passi dal centro.
Ora invece l'assessore comunale Giovanna Pineda vorrebbe dare la nostra casa a degli immigrati venuti da chissà dove, sfrattando noi che vivamo qui da decine di generazioni (siamo molto prolifici). Noi che, pur essendo di pura razza rattus norvegicus ci sentiamo in tutto rodigini e pienamente inseriti nella comunità, tanto che tre dei miei nipoti frequentano regolarmente l'istituto magistrale adiacente a casa nostra.
Ben venga dunque la manifestazione della Destra per chiedere che un edificio storico di Rovigo rimanga ai rodigini e non venga regalato ai primi che arrivano, specie se stranieri. Noi saremo in piazza con loro a raccogliere firme perchè il San Michele resti così com'è e la mia famiglia possa continuare a viverci serenamente come ha fatto tutti questi anni e non sia costretta a tornare nelle fogne come negli anni Settanta. Non ci sentiamo rappresentati da una sinistra radical chic che alleva e vezzeggia gattini e criceti, ma snobba le esigenze di una specie come la nostra, che è la maggioranza nel paese. Viva la Destra, per i diritti dei ratti!
Cordialità,


Rag. Topone de' Ratti
complesso San Michele, Rovigo
 *
Gentile rag. de' Ratti,
le sue motivazioni toccano le corde del mio animo e mi sento di lanciare un appello ai gatti del quartiere: partecipate in massa alla manifestazione di domani, il buffet è offerto dal signor Topone e dalla sua famiglia. Mi perdoni la brevità della risposta, ma debbo tornare al mio pamphlet di etica dell'architettura contemporanea, intitolato "Brutalismo, crimine contro l'umanità". Buon tutto,

MV

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