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Perchè Morgan non deve suonare in Padania

Caro Morgan, tu non suonerai più a Verona e forse nemmeno in Padania, e forse, se continua così nemmeno in Italia. Vabbè, fattene una ragione, da noi non si transige. Il sindaco di Verona Tosi è leghista tutto d’un pezzo e affermazioni come le tue certo non possono passare inosservate e, peggio, non possono essere sublimate da un’amministrazione comunale concedendoti una platea che si può rivelare pericolosa per migliaia di giovani. Però, al solito, le censure mi irritano e mi spingono alla ricerca mnemonica. E allora mi permetto di dirti che sarai, se Tosi è minimamente coerente, in buona compagnia.
Sicuramente Francesco Guccini non canterà mai più in una città simil leghista: la sua Avvelenata “mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino…”, chiara istigazione all’uso di alcol e all’anarchismo, sarebbe sicuramente invisa a tanta verde educazione civica. Ma neanche Manu Chao suonerebbe mai a Verona. Oltre ad essere un pericoloso comunista, in una delle sue canzoni più famose si ha quasi la sensazione che invochi alla legalizzazione della marijuana. Verona e città leghiste closed anche per Fiorella Mannoia. La nota cantante rivoluzionaria la canzone di Manu Chao incriminata (Clandestino, e qui la risata è d’obbligo) la canta regolarmente in tutti i concerti. Fossero vivi e vegeti credo avrebbero qualche problemino nella verde Padania anche i seguenti signor nessuno della musica mondiale: Bob Marley, Jimi Hendrix e pure John Lennon che qualche dichiarazione in questo senso l’ha fatta. Mi fermo qui, fiumi di parole si potrebbero scrivere ma un senso di nausea mi pervade. Solo un consiglio ai docenti delle scuole veronesi: evitate accuratamente di spiegare agli studenti la battaglia di Canne; potreste essere ignobilmente fraintesi. E magari licenziati. E c’è ancora chi vuole dialogare con loro… Ma qualcuno non s’indigna?
Monteiro Rossi

(lettera pubblicata su da La Voce di Rovigo dell’11 agosto 2010
ristampata su Tutta Mia la Città)

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